Educare ed educarsi in maniera permanente alle relazioni, ad averne cura, a prevenire e riparare i danni alla propria e altrui dignità è un imperativo morale. È un processo di riforma dello spirito umano a cui ciascuno è chiamato ad assolvere individualmente. La sfida è, come diceva Gandhi, “essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo”, prendere il meglio di sé e metterlo in circolazione, essere “agenti di cambiamento”.

La nostra scuola vuole caratterizzarsi come contesto in cui i ragazzi e le ragazze di oggi, ma anche i loro adulti di riferimento, possono recuperare il tempo dell’ascolto di sé e dell’altro; in cui tutti possono imparare un linguaggio affettivo ed emotivo che faciliti il riconoscimento reciproco. Una scuola in cui ciascuno si senta riconosciuto nel proprio sé, valorizzato nelle proprie competenze, parte propositiva e attiva della comunità scolastica e locale.

La responsabilità di questa conquista mai definitiva, affinché si radichi nel presente e fluisca attraverso le generazioni verso il futuro, è in capo a ciascun individuo. Diffondere la cultura della riparazione agendo in prima persona è responsabilità di tutti. Non renderà il mondo perfetto, ma sicuramente lo renderà più umano.